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Che cosa fare di fronte al maltrattamento e alla violenza domestica.


Quando si è in una situazione di maltrattamento spesso è difficile capire cosa ci sta accadendo e chiedere aiuto. Chi subisce situazioni di questo tipo, infatti, vive in uno stato costante. di paura. Talvolta, in particolare quando alla violenza si accompagna la denigrazione o la costrizione, la vittima si può sentire ingiustamente responsabile di quello che accade. Inoltre, spesso chi è vittima di violenza vive uno stato di confusione in cui non è più chiaro chi ha torto e chi ha ragione.


Nei casi di maltrattamenti all’interno della coppia, i figli che assistono alla violenza sono considerati a tutti gli effetti anche loro vittime di violenza: vedere o sapere che i genitori usano reciprocamente violenza, significa per i figli subire un maltrattamento.


Se sono presenti segnali quali percosse, violenze fisiche, verbali (quali insulti e minacce), svalutazioni, un senso di opprimente controllo e limitazione alla propria libertà è necessario riconoscere la presenza di questi segnali e chiedere aiuto. Non è un passaggio semplice, ma rivolgersi ad un sostegno esterno è sinonimo di coraggio e consapevolezza ed è il primo passo per uscire da una situazione difficile.


E' quindi in primo luogo fondamentale comprendere se state subendo o se i vostri figli stanno subendo violenza, senza pensare, in questo primo momento, alle conseguenze che un'eventuale denuncia avrebbe.

Se è in atto una violenza, chi è vittima di violenza va innanzitutto protetto, ovvero va messo al più presto nella condizione di non dovere più subire questa violenza affinchè possa intanto riguadagnare la necessaria lucidità per capire che cosa fare. Vivere senza essere maltrattati, nella libertà, è un diritto ed una condizione fondamentale per poter crescere ed andare avanti in modo sano e armonico.


Se voi o i vostri figli state vivendo situazioni di maltrattamento e avete bisogno urgente di protezione potete chiamare il numero di telefono 1522, il numero pubblico antiviolenza e stalking.


Se avete dubbi o volete parlare con un esperto di queste situazioni potete chiederci subito un colloquio gratuito, un nostro professionista competente in materia, è pronto per aiutarvi al meglio.



In Italia i maltrattamenti che avvengono in ambiti familiare sono considerati un reato, per cui è possibile sporgere denuncia alle autorità.


Il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi è previsto all’articolo 572 del codice penale; grazie all’inasprimento della normativa tramite la legge n. 69 del 2019 la pena è passata da 2-6 anni a 3-7 di reclusione. Inoltre, la pena è ulteriormente aggravata se i maltrattamenti avvengono in presenza di minori.


L’articolo 612 bis c.p. sanziona gli atti persecutori che avvengono quando il reo con condotte reiterate minaccia o molesta taluno in modo da cagionargli un perdurante e grave stato d’ansia e paura, oppure da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o da costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita. Sono, quindi, tutti i comportamenti seriali e intrusivi che incidono negativamente sulla qualità di vita della vittima.


Inoltre, la legge n. 77 del 27 giugno 2013 sancisce una distinzione tra la violenza contro le donne e la violenza domestica, riconoscendo così giuridicamente questa fattispecie; quest’ultima viene descritta da atti di violenza fisica, sessuale o psicologica che si verificano all’interno della famiglia o tra precedenti partner.

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